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Possiamo considerare l’ansia come uno stato d’attivazione fisiologica che prepara e predispone l’organismo ad agire e a far fronte ad un pericolo reale o potenziale. La risposta automatica è uno stato di tensione che porta all’azione, attraverso meccanismi che consentono di attuare due modalità comportamentali istintive: “l’attacco e la fuga”. L’ansia dunque, può essere considerata come un fondamentale meccanismo di difesa che ha consentito e consente
tuttora all’uomo di affrontare situazioni minacciose. Livelli moderati di ansia sono spesso utili per migliorare le prestazioni e livelli elevati di ansia possono essere vissuti come normali quando sono coerenti con ciò che esige la situazione.
I disturbi d’ansia conosciuti e chiaramente diagnosticabili sono i seguenti:
L’ansia diviene un disturbo quando rappresenta una reazione a falsi pericoli; compaiono in tal contesto paure specifiche e ricorrenti che i soggetti riconoscono come intrusive e irrazionali. L’attivazione fisiologica diviene in questo caso disfunzionale, poiché l’organismo si prepara ad un’azione che non avrà mai luogo, in quanto risulta essere assente il pericolo reale. Il disturbo d’ansia viene avvertito sotto forma di sintomi che rappresentano le modificazioni fisiologiche associate alle risposte di attacco e fuga. Sono infatti i sintomi specifici e la paura di essi a creare una perturbazione psicofisica ed emotiva nel soggetto, con ripercussioni potenzialmente distruttive. Tra le manifestazioni associate ricordiamo: aumento della circolazione sanguinea (percepito sotto forma di palpitazioni), spostamento del sangue dai visceri ai muscoli (percepito sotto forma di secchezza delle fauci, nausea e dolori addominali) aumento del drive respiratorio (difficoltà di respirazione, soffocamento, vertigini), aumento della tensione muscolare (tremori, tensioni, dolori muscolari), mente focalizzata sul pericolo (riduzione dell’attenzione e della concentrazione generale). Da un punto di vista fisiologico i sintomi dell’Ansia dunque si associano ad una scarica del Sistema Nervoso Autonomo che viene spesso attivata da fantasie di paura, impulsi ed emozioni.
Da un punto di vista psicologico le cause scatenanti un disturbo d’ansia non sono così subito evidenti, soprattutto quando le spinte emotive interne sono fonte di conflitti ancora irrisolti. Tali spinte sono stimolate da eventi ambientali verso i quali la persona è particolarmente sensibile: l’ansia quindi rappresenta la paura della perdita di controllo che queste spinte possono provocare e conseguentemente delle azioni che ne possono derivare.
I Disturbi d’Ansia quindi si differenziano dalla normale paura o ansia transitoria, spesso indotta da stress, perché sono persistenti (per es. possono durare sei mesi o più) ed hanno un’intensità’ elevata.
Si stima che ne soffra più del 14% della popolazione con ricadute negative sul piano lavorativo, sociale e relazionale. Questi disturbi possono avere un esordio in qualsiasi età, indipendentemente dal genere, dalla razza e dalla provenienza sociale del soggetto. Quando superano questa soglia e non sono più gestibili, diventa opportuno consultare uno specialista per decidere insieme a lui di svolgere un trattamento mirato e specifico. I criteri diagnostici utilizzati per individuare i diversi disturbi d’ansia, utilizzano item validati e condivisi secondo quanto riportato dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM).
Sintomi Cognitivi dell’ansia
Dal punto di vista cognitivo i sintomi tipici dell’ansia sono:
• il senso di vuoto mentale
• un senso crescente di allarme e di pericolo
• l’induzione di immagini, ricordi e pensieri negativi
• la messa in atto di comportamenti protettivi cognitivi
• la sensazione marcata di essere osservati e di essere al centro dell’attenzione altrui.
Sintomi Comportamentali dell’ansia
Nella specie umana l’ansia si traduce in una tendenza immediata all’esplorazione dell’ambiente, nella ricerca di spiegazioni, rassicurazioni e vie di fuga. La strategia principale istintiva di gestione dell’ansia è inoltre l’evitamento della situazione temuta
(strategia “better safe than sorry” – “meglio prevenire che curare”). Sono frequenti inoltre comportamenti protettivi (farsi accompagnare, assumere ansiolitici al bisogno, ecc.) e di sottomissione.
Sintomi Fisici dell’ansia
L’ansia inoltre, è spesso accompagnata da manifestazioni fisiche e fisiologiche quali:
• tensione
• tremore
• sudore
• palpitazione
• dolore toracico
• aumento della frequenza cardiaca
• vertigini
• nausea
• formicolii alle estremità ed intorno alla bocca
• derealizzazione e depersonalizzazione.
Di seguito descriveremo alcuni tra i più comuni sintomi fisici dell’ansia, come si manifestano e quali sono le eventuali conseguenze:
Aritmia
Si verifica spesso con battiti irregolari anche nelle persone sane, durante le loro attività quotidiane ed è più probabile che si presentino quando la persona è in ansia. Può essere indotta da una serie di agenti quali nicotina, caffeina, alcol e squilibrio elettrolitico. Spesso
l’interpretazione data a tale sintomo fisico durante uno stato ansioso è legata all’idea di avere un infarto. Questo anche se alla base vi
è un’aumentata eccitabilità elettrofisiologica del muscolo cardiaco che non ha conseguenze negative dal punto di vista medico.
Dolore toracico
È un sintomo fisico che può presentarsi durante periodi di ansia elevata in assenza di un disturbo cardiaco. Può quindi derivare da
fonti diverse quali la respirazione toracica e i disturbi gastrointestinali (es. reflusso esofageo o spasmi esofagei). Quando la persona interpreta catastroficamente le cause benigne del dolore è possibile che lo stato ansioso aumenti portando anche al panico.
Tale condizione avviene poiché quando emerge uno stato ansioso molto elevato, il corpo secerne adrenalina che causa un aumento
del battito cardiaco e il corpo lavora più velocemente. È un modo evolutivo per preparare meglio la persona a gestire le situazioni di pericolo. L’adrenalina non danneggia il cuore, quindi, l’accelerazione del battito cardiaco dovuta agli stati ansiosi non causa attacchi
di cuore; deve esserci qualcosa di patologico, perché questo accada.
Sensazione di mancanza di respiro
Respirare è un’azione che funziona indipendentemente da ciò che una persona pensa o fa, è automaticamente controllata dal cervello. Infatti i controlli cerebrali funzionano anche quando si cerca di smettere di respirare.
La sensazione di mancanza di respiro è molto frequente nei disturbi d’ansia e deriva dalla protratta e ripetuta respirazione toracica
(pettorale). Infatti, una risposta fisica allo stress è la relativa dominanza della respirazione toracica su quella addominale che porta però all’affaticamento dei muscoli intercostali, generando in essi sforzi e spasmi che causano disagio e dolori pettorali inducendo la mancanza di sensazione di respiro.
Se non si riesce a capire che queste sensazioni sono indotte dalla respirazione toracica, allora sembreranno improvvise, spaventose,
portando la persona ad allarmarsi ulteriormente.
Nausea o disturbi addominali
Lo stomaco si contrae e si rilassa in modo regolare e costante.
Quando questo ritmo è disturbato si presenta la nausea. Diversi fattori possono portare a questa sensazione fisica come l’ingestione
di certi cibi, i disturbi vestibolari, l’ipotensione posturale o anche stimoli precedentemente neutri.
La funzione dell’alimentazione e della digestione sono le prime a bloccarsi durante uno stato di allerta, ma se la persona interpreta
erroneamente la nausea come un segno dell’imminente vomito è più probabile che l’ansia aumenti e porti al panico.
Ma, fortunatamente, che la nausea porti al vomito accade raramente, è più probabile che le persone sovrastimino questa eventualità.
Tremori e sudorazione
I primi sono movimenti involontari, oscillatori e ritmici di una o più parti del corpo, causati dalla contrazione alternata di movimenti
muscolari opposti.
La sudorazione invece aiuta a controllare la temperatura corporea, che si innalza quando vi sono stati ansiosi.
Infatti, lo stress stimola il sistema nervoso simpatico con aumento dei livelli di adrenalina e noradrenalina che stimolano un aumento
del metabolismo, incrementando così la produzione del calore e la conseguente sudorazione utile all’abbassamento della temperatura corporea.
Nuovamente, maggiore è l’attenzione e la catastrofizzazione rispetto a tali sintomi fisici maggiore sarà la probabilità che questi aumentino di intensità.
Vertigini
Le vertigini sono il prodotto dell’illusione del movimento di sé o dell’ambiente.
Consistono in sensazioni di confusione, di
capogiri o stordimenti.
Quando le informazioni provenienti dal sistema dell’equilibrio (sistema visivo, somatosensoriale e vestibolare) entrano in conflitto si
verificano le vertigini.
I problemi dell’equilibrio e i sintomi fisici associati (instabilità, ansia, sudore freddo, palpitazioni) possono verificarsi anche in seguito ad
ansia, iperventilazione e reazioni comuni allo stress come stringere la mascella e i denti.
Ovviamente l’intensità delle vertigini può aumentare se viene data maggiore attenzione a queste sensazioni.
Derealizzazione o depersonalizzazione
La derealizzazione (sensazione di irrealtà) o la depersonalizzazione (sentirci distaccati da noi stessi), sono esperienze che
possono essere indotte da stanchezza, deprivazione del sonno, uso di sostanze o stati d’ansia acuti e stress disfunzionale; anche in questo caso il
circolo vizioso si instaura in base all’interpretazione data a questi sintomi fisici. Quando si sperimenta
depersonalizzazione o derealizzazione più una persona si spaventa, più respira, più si carica di ossigeno (eliminando anidride
carbonica) più aumenta la sensazione di depersonalizzazione o derealizzazione.
La paura della paura
I sintomi fisici dell’ansia spesso spaventano generando circoli viziosi, ovvero la cosiddetta “paura della paura”. Tuttavia essi dipendono dal fatto che, ipotizzando di trovarsi in una situazione di reale pericolo, l’organismo in ansia ha bisogno della massima energia
muscolare a disposizione, per poter attuare due comportamenti istintivi primordiali: l’attacco e la fuga”, scongiurando il pericolo e
garantendosi la sopravvivenza.
L’ansia, quindi, non è solo un limite o un disturbo, ma costituisce una importante risorsa. E’ infatti una condizione fisiologica efficace in molti momenti della vita per proteggerci dai rischi, mantenere lo stato di allerta e migliorare le prestazioni (ad es., sotto esame).
Quando l’attivazione del sistema di ansia è eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni, però, siamo di fronte a
un disturbo d’ansia, che può complicare notevolmente la vita di una persona e renderla incapace di affrontare anche le più comuni
situazioni.
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