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Ipnosi clinica

Definire il concetto di ipnosi non è semplice, in quanto ciò che dobbiamo descrivere è uno stato psichico che può naturalmente realizzarsi in condizioni particolari in cui la mente viene a trovarsi, oppure essere volontariamente ricercato attraverso quelle che definiamo tecniche di induzione ipnotica. Da sempre gli esseri umani hanno utilizzato, conosciuto e osservato questa possibilità della mente di staccarsi dalla realtà ed entrare in uno stato simil – onirico, in cui si potevano realizzare strani fenomeni come allucinazioni visive e uditive, distorsioni temporali, analgesia, alterazioni del battito cardiaco o della motilità viscerale.
Potremmo dunque definire l’ipnosi come uno stato modificato di coscienza, caratterizzato da cambiamenti fisici e psichici, grazie ai quali il soggetto riesce a sviluppare abilità e fenomeni non possibili in condizioni normali.
Nel processo ipnotico distinguiamo:

  • La Trance: coincide con il fatto di dissociarsi mentalmente. Significa avere coscienza solo di una parte limitata del nostro mondo esterno o interno, mentre siamo presi su quello su cui ci stiamo concentrando in quel momento. Si tratta di esperienze che generalmente ciascuno di noi ha occasione di vivere più volte (lettura di un romanzo). Lo stato modificato di coscienza e la catalessi si sono probabilmente venuti a creare nell’evoluzione biologica come forma di protezione dell’organismo davanti a un pericolo e a una sovraccarica psicosomatica, avendo le caratteristiche di uno stand-by. Molte volte, durante il giorno, entriamo spontaneamente nello stato modificato di coscienza e di nuovo ne usciamo. Quale però tale stato deve essere indotto da un terapeuta, è ovvio che il nostro organismo si opponga.
  • L’induzione: L’espressione ‘induzione ipnotica’ indica il tentativo dell’operatore di agire sul soggetto e portarlo dallo stato ordinario di coscienza allo stato modificato di coscienza.

Tale processo è piuttosto complesso, perché vi sono delle resistenze naturali che si oppongono a tale passaggio. Potremmo definire queste resistenze, come una sorta di filtri mentali che vagliano le informazioni attraverso:

  • un processamento critico, che analizza la realtà, la verifica e dà il benestare all’ingresso delle suggestioni, proteggendo l’individuo con la sua diffidenza;
  • un’analisi logica, che gestisce le attività ordinarie, comprende, ragiona, progetta, ricorda e gestisce il normale stato di coscienza.
    Solo il superamento di tali filtri consente l’accesso a quella che potremmo definire ‘Mente Immaginativa’, caratterizzata dalla capacità di creare immagini, di fantasticare, di gestire bisogni ed emozioni, attraverso reazioni veloci, potenti ed istintive. Portare il soggetto in condizioni di ipnosi significa far lavorare in maniera adeguata la parte immaginativa della mente, assecondando questa tendenza naturale. Rimuovendo la critica e le resistenze, consentiremo all’attività mentale di andare nella direzione più semplice, naturale, piacevole e vantaggiosa per il soggetto, cioè quella immaginativa. Bisogno, aspettativa e fiducia consentono questo cambiamento funzionale.
  • La Suggestione: Comunicazione trasmessa verbalmente che indirizza l’immaginazione del soggetto in modo tale da elicitare in lui alterazioni psicofisiche ed emotive. Ciò avviene grazie ad un processo noto col nome di Monoideismo Plastico che è così riassumibile: una sola idea diventa così potente da avere effetti plastici clinicamente evidenti, su corpo e mente, una “focalizzazione dell’energia mentale su un’unica immagine, che si concretizza in una manifestazione fisica osservabile, misurabile e ripetibile”. La realizzazione del Monoideismo è dovuta all’enorme capacità della mente di creare immagini che, quando dominano interamente il pensiero, si traducono fisicamente in azione. Grazie all’immagine plastica riusciamo ad accedere alle aree normalmente sotto l’esclusivo controllo del Sistema nervoso autonomo. Il SNA rappresenta un sistema molto rapido ed efficiente ne trasformare immagini in effetti fisici. Se ci spaventiamo impallidiamo, se ci arrabbiamo il nostro viso avvampa. Il meccanismo è del tutto involontario e si scatena per effetto delle emozioni.

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