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l disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni. Le ossessioni vengono definite come idee, pensieri, immagini o impulsi che entrano ripetutamente nella mente del soggetto.
Sono riconosciuti come prodotti della mente stessa, sono percepite come intrusive e senza senso e la persona si sforza di resistere, di ignorare o di sopprimere questi pensieri. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi e/o azioni mentali stereotipate, messe in atto come risposta alle ossessioni al fine di evitare il verificarsi di un evento improbabile o di prevenirne il disagio. La resistenza è evidente, ma può essere minima nei casi di lunga durata. Deve essere fatta diagnosi di DOC se il soggetto ha sia ossessioni sia compulsioni oppure solo ossessioni o solo compulsioni e se questi sintomi occupano gran parte del tempo o interferiscono significativamente con il funzionamento della persona.
Si stima che ne soffra più del 5% della popolazione con ricadute negative sul piano lavorativo, sociale e relazionale. Questi disturbi possono avere un esordio in qualsiasi età, indipendentemente dal genere, dalla razza e dalla provenienza sociale del soggetto. Quando il disturbo diviene intrusivo, invadente e limitante la libertà dell’individuo, diventa opportuno consultare uno specialista per decidere insieme a lui di svolgere un trattamento mirato e specifico.
I sintomi del DOC sono molto eterogenei, ma nella pratica solitamente se ne distinguono alcune tipologie. Alcuni pazienti possono avere più di un tipo di disturbo contemporaneamente o in momenti diversi della propria vita.
Contaminazione
I sintomi sono ossessioni e compulsioni connesse a improbabili (o irrealistici) contagi o contaminazioni. Sostanze “contaminanti” diventano spesso non solo lo sporco oggettivo, ma anche urine, feci, sangue e siringhe, carne cruda, persone malate, genitali, sudore, e persino saponi, solventi e detersivi, contenenti sostanze chimiche potenzialmente “dannose”. Talvolta le sensazioni di sporco sono
innescate anche solo da pensieri immorali o ricordi di eventi traumatici, senza alcun contatto con agenti contaminanti. In questo caso si parla di contaminazione mentale.
Se la persona entra in contatto con uno degli agenti “contaminanti”, o comunque avverte una sensazione di sporco, mette in atto una serie di compulsioni (rituali) di lavaggio, pulizia, sterilizzazione o disinfezione. Ciò allo scopo di neutralizzare l’azione dei germi e a tranquillizzarsi rispetto alla possibilità di contagio o a liberarsi dalla sensazione di sporco e disgusto.
I sintomi sono ossessioni e compulsioni implicanti controlli protratti e ripetuti senza necessità, volti a riparare o prevenire gravi disgrazie o incidenti.
Le persone che ne soffrono tendono a controllare e ricontrollare. Ciò per essere sicuri di aver fatto il possibile per prevenire qualunque possibile catastrofe. Talvolta per tranquillizzarsi riguardo al dubbio ossessivo di aver fatto qualcosa di male e non ricordarlo.
All’interno di questa categoria vi sono sintomi quali controllare di: aver chiuso le porte e le finestre di casa, le portiere della macchina, il rubinetto del gas e dell’acqua, la saracinesca del garage o l’armadietto dei medicinali. Ma anche di aver spento fornelli elettrici o altri
elettrodomestici, le luci in ogni stanza di casa o i fari della macchina. Oppure di non aver perso cose personali lasciandole cadere o di non aver investito involontariamente qualcuno con la macchina.
Sintomi Cognitivi dell’ansia
Dal punto di vista cognitivo i sintomi tipici dell’ansia sono:
• il senso di vuoto mentale
• un senso crescente di allarme e di pericolo
• l’induzione di immagini, ricordi e pensieri negativi
• la messa in atto di comportamenti protettivi cognitivi
• la sensazione marcata di essere osservati e di essere al centro dell’attenzione altrui.
Sintomi Comportamentali dell’ansia
Nella specie umana l’ansia si traduce in una tendenza immediata all’esplorazione dell’ambiente, nella ricerca di spiegazioni, rassicurazioni e vie di fuga. La strategia principale istintiva di gestione dell’ansia è inoltre l’evitamento della situazione temuta
(strategia “better safe than sorry” – “meglio prevenire che curare”). Sono frequenti inoltre comportamenti protettivi (farsi accompagnare, assumere ansiolitici al bisogno, ecc.) e di sottomissione.
Sintomi Fisici dell’ansia
L’ansia inoltre, è spesso accompagnata da manifestazioni fisiche e fisiologiche quali:
• tensione
• tremore
• sudore
• palpitazione
• dolore toracivo
• aumento della frequenza cardiaca
• vertigini
• nausea
• formicolii alle estremità ed intorno alla bocca
• derealizzazione e depersonalizzazione.
I sintomi sono pensieri o, più spesso, immagini relative a scene in cui la persona attua comportamenti indesiderati e inaccettabili.
Questi sono privi di senso, pericolosi o socialmente sconvenienti (aggredire qualcuno, avere rapporti omosessuali o pedofilici, tradire il partner, bestemmiare, compiere azioni blasfeme, offendere persone care, ecc.).
Queste persone non hanno né rituali mentali né compulsioni, ma soltanto pensieri ossessivi.
Ciononostante mettono in atto strategie per tranquillizzarsi. Ad esempio ripassano mentalmente il passato per assicurarsi di non aver fatto certe cose. Oppure monitorano costantemente le sensazioni che provano e si sforzano di contrastare pensieri e impulsi sgraditi.
Ossessioni superstiziose
Si tratta di un pensiero superstizioso portato all’eccesso. Il soggetto è dominato da regole per cui deve fare o non fare determinate cose, pronunciare o non pronunciare alcune parole, vedere o non vedere certe cose (es. carri funebri, cimiteri, manifesti mortuari), certi numeri o certi colori, ecc. contare o non contare un numero preciso di volte degli oggetti, ripetere o non ripetere particolari azioni
il “giusto” numero di volte. Tutto ciò perché violare le regole potrebbe essere determinante per l’esito degli eventi e far accadere cose negative a sé o ad altri.
Tale effetto può essere scongiurato soltanto ripetendo l’atto (es. cancellando e riscrivendo la stessa parola, pensando a cose positive) o facendo qualche altro rituale “anti-iella”.
Ordine e simmetria
Chi ne soffre non tollera assolutamente che gli oggetti siano posti in modo anche minimamente disordinato o asimmetrico. Ciò gli procura una sgradevole sensazione di mancanza di armonia e di logicità. Libri, fogli, penne, asciugamani, videocassette, cd, abiti nell’armadio, piatti, pentole, tazzine, devono risultare perfettamente allineati, simmetrici e ordinati secondo una sequenza logica (es. dimensione, colore, ecc.). Quando ciò non avviene queste persone passano ore del loro tempo a riordinare ed allineare questi oggetti, fino a sentirsi completamente tranquilli e soddisfatti.
Altri disturbi ossessivo-compulsivo correlati sono caratterizzati anche da preoccupazioni e/o da ricorrenti comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo (per es. strapparsi i peli, stuzzicarsi la pelle) e ripetuti tentativi di ridurre o interrompere tali comportamenti. Il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), ha ritenuto utile raggruppare questi disturbi all’interno di uno stesso capitolo, per la stretta interconnessione esistente tra questi disturbi.
• Disturbo di dismorfismo corporeo
• Disturbo da accumulo
• Tricollomania (disturbo da strappamento di peli)
• Disturbo da escoriazione (stuzzicamento della pelle)
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